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August 26, 2011

3 storie. Ispirante

enneagramma. una mappa per scoprire se stessi (e, a volte, anche gli altri :-))

October 11, 2010

Nel 1997 mi trovavo a Buenos Aires e, mentre andavo in giro, mi sono imbattuto nella vetrina di una libreria dove era esposto un libro che mi ha molto incuriosito. Il titolo? “El Eneagrama – Los nueve rostros del alma” (L’Ennegramma – I nove volti dell’anima) di Richard Rohr e Andreas Ebert. L’ho subito acquistato. Leggendo con interesse, ho scoperto con sorpresa che offriva una serie di interessanti chiavi di lettura dei vari tipi di personalità da un punto di vista psicologico e spirituale. Finita la lettura (e passato l’entusiasmo) me ne sono totalmente dimenticato…

Anni dopo, ho scoperto che a Torino, dove vivo, ci sarebbe stato un corso sull’argomento. Era tenuto da un padre camilliano: Arnaldo Pangrazzi. Decisi di frequentarlo. Da allora ho avuto l’occasione di imparare a conoscere l’enneagramma più da vicino. Stavo acquisendo uno strumento per conoscermi meglio, che, tra l’altro, mi permetteva di relazionarmi rispetto alle persone intorno a me con nuova consapevolezza e serenità.

Ma come nasce l’enneagramma?

La parola enneagramma è di origine greca ed è composta da due parti: ennea che significa nove, e gramma che significa punti. Il termine enneagramma si riferisce al simbolo caratterizzato da una circonferenza con nove punti di riferimento, collegati tra loro in un determinato ordine.

Questo simbolo ha origini antichissime e sembra venisse utilizzato come mezzo per interpretare le leggi dell’universo, comprendere la cosmologia e l’astronomia, la matematica, la filosofia, la chimica, l’arte e la musica. Si ritiene (senza conferme) che l’enneagramma sia stato trasmesso, in circostanze molto controllate, dai maestri Sufi del medioevo. I Sufi erano pii mussulmani che rinunciavano ai beni terreni per approfondire il loro rapporto con Dio attraverso la preghiera e la meditazione.

Il merito di avere recuperato parte della saggezza dell’enneagramma alla conoscenza del mondo occidentale spetta a due persone: George Gurdjieff di origine armena, e Oscar Ichazo, Boliviano, attualmente residente negli Stati Uniti.

La divulgazione, in chiave spirituale e psicologica, dell’enneagramma come teoria della personalità avviene agli inizi degli anni ’70 ad opera dei Gesuiti americani presso la Loyola University di Chicago, che, facendo tesoro di alcune delle sue intuizioni, l’hanno utilizzato nel corso di ritiri spirituali e incontri di formazione come strumento per contribuire all’autoconoscenza, promuovere relazioni interpersonali più aperte e rispettose e favorire il lavoro in gruppo.

E… che cos’è l’enneagramma?

Allo stato attuale (in quanto molte ricerche sono in corso) si può definire uno strumento di conoscenza di sè e di evoluzione spirituale, una mappa che aiuta a scoprire se stessi in modo, a volte, sorprendente: da una parte ci aiuta nel renderci consapevoli della nostra unicità e dall’altra ci stimola per cogliere le similitudini che ci legano alle altre persone. In questa luce, permette di rendersi conto che ognuno di noi ha modelli di comportamento, tendenze selettive o filtri che lo condizionano, e che gran parte delle difficoltà umane sono causate dal fatto che siamo ciechi al modo di vedere degli altri.

La mappa offerta dall’enneagramma, di taglio psicologico, delinea le 9 tipologie di personalità a cui ognuno di noi è riconducibile. Non esiste una tipologia migliore o peggiore, semplicemente sono diverse.

C’è il tipo perfezionista, l’aiutante, il manager, l’artista, l’osservatore, il collaborativo, l’ottimista, il capo e il mediatore.

A cosa serve?

L’enneagramma, come teoria della personalità, prospetta delle categorie generali valide senza sacrificare l’individualità. Ci sono sempre diversi fattori che concorrono a differenziare le persone tra cui il ruolo dei genitori, l’ordine di nascita, l’ambiente sociale e culturale di provenienza, le opportunità formative avute, e così via.

L’enneagramma, se ben compreso e utilizzato, può offrire una mappa coerente, comprensibile e chiara della personalità, che invita ad essere onesti con se stessi, chiamando le immagini idealizzate per nome e mostrando i giochi e le illusioni che possono condizionarci.

Allo stesso tempo, l’enneagramma (sempre come teoria della personalità) non si ferma all’analisi e alla diagnosi, ma può offrire per ogni tipologia itinerari dinamici di crescita per andare oltre la propria compulsione, prospettando percorsi concreti di maturazione personale.

Nei prossimi post pubblicherò alcune testimonianze di persone che hanno approcciato, studiando e sperimentando su di sè la conoscenza della teoria dell’enneagramma.

Se vuoi approfondire in italiano: Associazione Italiana Enneagramma.

Strumenti utili (in inglese e spagnolo) li puoi trovare sul sito di The Enneagram Institute di Don Richard Riso e Russ Hudson.

domande di qualità per ottenere risposte di qualità. i disegni motivazionali.

June 1, 2010

Chiediti “come” e non “perchè”.

Ispirandomi a Tony Robbins, ho fatto due disegni sulle domande di qualità :-)

Al mattino possono essere domande del tipo:

miguel


e alla sera?

miguel

Sono esempi di domande che ti fanno riflettere e ti danno un senso di tranquillità, aiutandoti ad addormentarti sereno.

I disegni fanno parte di una serie che ho iniziato qualche tempo fa e che ho deciso di chiamare “i disegni motivazionali”. Un modo diverso di accompagnare la crescita e la conoscenza di sè. Quello che ti piace e quello che non ti piace. Una base di partenza per imparare a conoscersi e stare bene con se stessi. D’altronde, come diceva qualcuno che non ricordo, noi siamo la persona con cui passiamo sicuramente la maggior parte del tempo della nostra vita. Tanto vale passarlo bene, o no? ;-)

la rivoluzione dell’apprendimento. ancora Sir Ken Robinson a TED

May 26, 2010

Ho pubblicato qualche tempo fa l’intervento che fece Sir Ken Robinson a Monterey già nel 2006 (molto divertente) dove si domandava se le scuole uccidessero la creatività. Qui lo vediamo a Longbeach nel TED del febbraio scorso, dove espone l’evoluzione delle sue teorie non convenzionali.

Stiamo attraversando una crisi – afferma Sir Robinson – che non è di risorse naturali, bensì di risorse umane: la scuola industriale non valorizza i talenti e non rispetta l’unicità dell’individuo con le sue passioni e inclinazioni. Serve una rivoluzione dell’apprendimento che evolva da un modello industriale – lineare e standardizzato – verso un modello di formazione “agricolo” – organico e personalizzato – che, agendo come la terra che accompagna lo sbocciare dei fiori, accompagni i ragazzi nel trovare le proprie soluzioni, coltivando i propri talenti che consentiranno loro di sbocciare domani per vivere una vita ricca di genuina passione nelle sfide che vorranno e dovranno affrontare.

Siamo organismi. Il nostro apprendimento non è lineare come quello proposto dalla scuola tradizionale, ma organico, come insegna madre natura.

Citando il grande alchimista Paracelso: “Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non sa niente dell’uva” :-)

Buona visione!

le scuole uccidono la creatività?

May 4, 2010

Sir Ken Robinson a TED (Technology Entertainment Design)

il suo sito (veramente carino) —> www.sirkenrobinson.com

qui sottotitolato in italiano

www.ted.com/talks/lang/ita/ken_robinson_says_schools_kill_creativity.html