Archive for the ‘diario di bordo’ Category

learning english

March 20, 2011

After many years I decided to improve my english :-)

I also decided to create another blog to train. The name? amusing english!

And now for you a proven video…

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buon natale, una versione diversa :-)

December 23, 2010

Me l’hanno preparata. Mi ha divertito un sacco. La pubblico per Voi…

 

A

chi

ama

dormire

e si sveglia

spesso di cattivo

umore, a chi non ha

voglia di salutare, a chi

lavora molto e si diverte poco

a chi va in fretta in auto e suona ai

semafori, a chi arriva in ritardo e se ne

frega, a chi spegne il televisore per guardare

internet, a chi è felice il doppio se non si divide, a chi

si alza tardi per non aiutare nessuno, a chi ha l’entusiasmo

di un uomo e i pensieri da bambino, a chi vede nero perché è

un colore che gli piace

A chi è vero!..

anche a Natale

BUON NATALE!

enneagramma. una mappa per scoprire se stessi (e, a volte, anche gli altri :-))

October 11, 2010

Nel 1997 mi trovavo a Buenos Aires e, mentre andavo in giro, mi sono imbattuto nella vetrina di una libreria dove era esposto un libro che mi ha molto incuriosito. Il titolo? “El Eneagrama – Los nueve rostros del alma” (L’Ennegramma – I nove volti dell’anima) di Richard Rohr e Andreas Ebert. L’ho subito acquistato. Leggendo con interesse, ho scoperto con sorpresa che offriva una serie di interessanti chiavi di lettura dei vari tipi di personalità da un punto di vista psicologico e spirituale. Finita la lettura (e passato l’entusiasmo) me ne sono totalmente dimenticato…

Anni dopo, ho scoperto che a Torino, dove vivo, ci sarebbe stato un corso sull’argomento. Era tenuto da un padre camilliano: Arnaldo Pangrazzi. Decisi di frequentarlo. Da allora ho avuto l’occasione di imparare a conoscere l’enneagramma più da vicino. Stavo acquisendo uno strumento per conoscermi meglio, che, tra l’altro, mi permetteva di relazionarmi rispetto alle persone intorno a me con nuova consapevolezza e serenità.

Ma come nasce l’enneagramma?

La parola enneagramma è di origine greca ed è composta da due parti: ennea che significa nove, e gramma che significa punti. Il termine enneagramma si riferisce al simbolo caratterizzato da una circonferenza con nove punti di riferimento, collegati tra loro in un determinato ordine.

Questo simbolo ha origini antichissime e sembra venisse utilizzato come mezzo per interpretare le leggi dell’universo, comprendere la cosmologia e l’astronomia, la matematica, la filosofia, la chimica, l’arte e la musica. Si ritiene (senza conferme) che l’enneagramma sia stato trasmesso, in circostanze molto controllate, dai maestri Sufi del medioevo. I Sufi erano pii mussulmani che rinunciavano ai beni terreni per approfondire il loro rapporto con Dio attraverso la preghiera e la meditazione.

Il merito di avere recuperato parte della saggezza dell’enneagramma alla conoscenza del mondo occidentale spetta a due persone: George Gurdjieff di origine armena, e Oscar Ichazo, Boliviano, attualmente residente negli Stati Uniti.

La divulgazione, in chiave spirituale e psicologica, dell’enneagramma come teoria della personalità avviene agli inizi degli anni ’70 ad opera dei Gesuiti americani presso la Loyola University di Chicago, che, facendo tesoro di alcune delle sue intuizioni, l’hanno utilizzato nel corso di ritiri spirituali e incontri di formazione come strumento per contribuire all’autoconoscenza, promuovere relazioni interpersonali più aperte e rispettose e favorire il lavoro in gruppo.

E… che cos’è l’enneagramma?

Allo stato attuale (in quanto molte ricerche sono in corso) si può definire uno strumento di conoscenza di sè e di evoluzione spirituale, una mappa che aiuta a scoprire se stessi in modo, a volte, sorprendente: da una parte ci aiuta nel renderci consapevoli della nostra unicità e dall’altra ci stimola per cogliere le similitudini che ci legano alle altre persone. In questa luce, permette di rendersi conto che ognuno di noi ha modelli di comportamento, tendenze selettive o filtri che lo condizionano, e che gran parte delle difficoltà umane sono causate dal fatto che siamo ciechi al modo di vedere degli altri.

La mappa offerta dall’enneagramma, di taglio psicologico, delinea le 9 tipologie di personalità a cui ognuno di noi è riconducibile. Non esiste una tipologia migliore o peggiore, semplicemente sono diverse.

C’è il tipo perfezionista, l’aiutante, il manager, l’artista, l’osservatore, il collaborativo, l’ottimista, il capo e il mediatore.

A cosa serve?

L’enneagramma, come teoria della personalità, prospetta delle categorie generali valide senza sacrificare l’individualità. Ci sono sempre diversi fattori che concorrono a differenziare le persone tra cui il ruolo dei genitori, l’ordine di nascita, l’ambiente sociale e culturale di provenienza, le opportunità formative avute, e così via.

L’enneagramma, se ben compreso e utilizzato, può offrire una mappa coerente, comprensibile e chiara della personalità, che invita ad essere onesti con se stessi, chiamando le immagini idealizzate per nome e mostrando i giochi e le illusioni che possono condizionarci.

Allo stesso tempo, l’enneagramma (sempre come teoria della personalità) non si ferma all’analisi e alla diagnosi, ma può offrire per ogni tipologia itinerari dinamici di crescita per andare oltre la propria compulsione, prospettando percorsi concreti di maturazione personale.

Nei prossimi post pubblicherò alcune testimonianze di persone che hanno approcciato, studiando e sperimentando su di sè la conoscenza della teoria dell’enneagramma.

Se vuoi approfondire in italiano: Associazione Italiana Enneagramma.

Strumenti utili (in inglese e spagnolo) li puoi trovare sul sito di The Enneagram Institute di Don Richard Riso e Russ Hudson.

Dios no existe?

September 24, 2010

Questo post lo riporto da un gruppo di fb che ha più di  1.000.000 di iscritti… E’ in spagnolo, ma si capisce (credo ;-) Mi ha ha fatto molto riflettere…

Un hombre fue a una barbería a cortarse el cabello, y entablò una conversación con la persona que le atendió.
De pronto, tocaron el tema de Dios.

– El barbero dijo: Yo no creo que Dios exista, como usted dice.

– Por que dice usted eso? – pregunto el cliente..

– Es muy fácil, al salir a la calle se da cuenta de que Dios no existe. O…dígame, acaso si Dios existiera, ¿habría tantos enfermos? ¿Habría niños abandonados? Si Dios existiera, no habría sufrimiento ni tanto dolor para la humanidad. No puedo pensar que exista un Dios que permita todas estas cosas.

El cliente se quedò pensando, y no quiso responder para evitar una discusión.

Al terminar de cortarse el cabello, el cliente salió del negocio y viò a un hombre con la barba y el cabello largo.

Entro de nuevo a la barbería y le dijo al barbero:

– Sabe una cosa? Los barberos no existen.

– ¿Como? Si aquí estoy yo.

– No…! dijo el cliente, no existen, si existieran no habría personas con el pelo y la barba tan larga como la de ese hombre..

– Los barberos si existen, es que esas personas no vienen hacia mi.

– Exacto…! dijo el cliente.

Ese es el punto. Dios si existe, lo que pasa es que las personas no van hacia él y no le buscan, por eso hay tanto dolor y miseria y el barbero se quedò pensando…

Si tu crees que Dios existe… invita gente a este grupo, pero si para ti no existe simplemente ignóralo.

‘Busca Primero a Dios, y las demás cosas te serán dadas por añadidura’.

No lo ignores que DIOS te bendice siempre!!! .

death is nothing at all

August 22, 2010

Una delicata poesia di Henry Scott Holland che pubblico in memoria di Maurizio, della mia mamma Caterina e di tutte le nostre persone care che sono “nascoste nella stanza accanto”…

La morte non è niente. Non conta.

Sono solamente scivolato via nella stanza accanto.

Nulla è capitato. Tutto rimane esattamente com’era.

Io sono sempre io e tu sei sempre tu,

e la vecchia vita vissuta così affettuosamente insieme rimane intatta, immutata.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;

parla di me nello stesso modo semplice che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,

di quelle piccole cose che tanto ci piacevano

quando eravamo insieme.

Gioca, sorridi, pensami e prega per me!

Il mio nome sia la parola familiare di sempre:

pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.

E’ la stessa di sempre. Una continuità che non si spezza.

Cos’è la morte se non un trascurabile dettaglio?

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?

Ti aspetterò, per un po’, in un luogo molto vicino, proprio dietro l’angolo.

Va tutto bene.

Niente è dolore, nulla è perso.

Un breve momento, e tutto sarà come prima.

Rideremo insieme dell’apparente distacco

quando ci ritroveremo!

gioia e dolore

August 20, 2010

Martedì 17 agosto, all’alba, è mancato un mio caro amico. Aveva vissuto una vita piena e ricca. Gioia e Dolore…

E’ una commovente poesia di Kahlil Gibran che mi ha sempre aiutato molto in questi momenti di saluto e distacco (credo e spero temporaneo ;-).

Pace a Te, Caro Maurizio, prego perchè che Gesù Ti riceva nella Sua Gloria. E… arrivederci!

suda frica 2010

July 2, 2010

Il  mio contributo per i mondiali di calcio :-)

se google abbandona windows…

June 6, 2010

Leggo la notizia:

Google abbandona windows e passa a Linux e Mac

Perchè?

E’ poco sicuro.

Finalmente prendo la decisione. Passo a mac. Sarà una rivoluzione operativa, ma penso che non ci sia paragone. Certo per i più scafati c’è anche linux, ma per me è ancora troppo presto…

Meditate gente, meditate :-)

la politica non è contenuto, ovvero le suggestioni emotive della politica.

May 15, 2010

Ieri mi sono visto il dvd di Luttazzi “Satiricon – Politica, sesso, religione e morte“. Molto illuminante. E  divertente.

Grazie al video,  finalmente l’ho capito (!):

“La politica non è contenuto. E’  solo forma, in sostanza.” – si si, lo sapevano anche i bamini… Ma perchè mi sento così soddisfatto?

Perchè, dopo avere guardato Luttazzi, il modello narrativo della politica italiana (e non solo) diventa prevedibile, scontato e persino divertente (se non hai un mutuo, l’affitto e le bollette da pagare… :-).

Mi spiego. Così come bene illustrato nello spettacolo, i nostri “amati” governanti hanno importato dagli USA raffinate tecniche di marketing politico, scoperte dagli strateghi della comunicazione politica neocon, che insegnano che un programma politico vince se lo sai raccontare in modo emotivo, riuscendo a creare delle forti suggestioni nell’ignaro elettore.

L’elettore a questo punto sospende la sua capacità critica e magari finisce per votare  un candidato, anche se a conti fatti non gli converrebbe affatto :-)

E allora, come si deve raccontare la storia in modo efficace?

Attraverso 5 elementi fondamentali da inserire nella sceneggiatura, molto bene utilizzati dal maestro Alfred Hitchcock nel film “La finestra sul cortile“, che riescono a creare emozione e quindi a tenere alto l’interesse del pubblico.

Ecco gli ingredienti di una buona sceneggiatura (politica):

Numero 1. Ostacoli da superare. Il protagonista della storia vuole fortemente qualcosa, ma ci sono degli ostacoli. Riuscirà il nostro eroe a superarli? Più formidabili sono gli ostacoli e più è forte il legame emotivo che si crea con lo spettatore/elettore.

Numero 2. Debolezze. Un protagonista non è amato se non ha debolezze che lo rendono umano e simpatico. Non serve alla trama, ma a creare un collegamento intenso con il pubblico/elettorato.

Numero 3. Il protagonista deve volere qualcosa a tutti i costi. Solo questo genera nello spettatore/elettore passione ed entusiasmo. Nonostante tutto e tutti, va avanti per la sua strada per ottenere quello che vuole, creando anche conflitti e rubando la scena agli altri attori con microstorie e guasconate imprevedibili, di grande impatto mediatico ed emotivo.

Numero 4. Unicità. Come si rende unico un protagonista? Ad esempio raccontando il suo passato. Conoscere la storia del suo passato favolistico e mitologico è un ottima risorsa per raggiungere lo scopo di essere considerati unici.

Numero 5. Protagonista e antagonista devono essere agli antipodi. Se protagonista e antagonista sono simili la storia diventa insipida. E’  fondamentale distinguere i personaggi della storia perchè questo crea emozione nello spettatore/elettore.

A voi le conclusioni di questa storia italiana… d’importazione (?)

UNISG

May 7, 2010

Ci lavoro (?) ;-)