Archive for the ‘enneagramma’ Category

enneagramma. testimonianza Anne Marie

March 15, 2011

e infine il racconto di Anne Marie…

La mia esperienza personale dell’enneagramma.

L’enneagramma ha immediatamente risvegliato in me un grande interesse. Forse era finalmente un modo per riuscire a capire il funzionamento delle mie relazioni con le altre persone e, soprattutto, con me stessa.

Mi sono riconosciuta nel tipo 5 dell’Enneagramma (l’osservatore) in modo abbastanza chiaro, con una buona presenza delle ali (6 il collaborativo e 4 l’artista).

Essendo nella triade della mente il tipo 5 è ovviamente immerso al 100% nei pensieri: se chiedi a un enneatipo 5 cosa sente, lui ti risponderà cosa pensa!

Mi sono accorta di avere proprio questa caratteristica quando – ad esempio – non mi è dato di apprezzare con immediatezza la calorosa accoglienza di un’amica. Provo sempre un distacco dagli sentimenti, dalle emozioni che è come se mi tenesse in disparte.

Grazie allo studio dell’Enneagramma ho capito che la via verso l’integrazione del mio DNA psicologico è andare verso il tipo 8 (il capo).

Infatti da quando – e ormai sono 5 anni – ho afferrato e assimilato quel percorso verso il  FARE; in poche parole utilizzare quello che so e mettermi nell’ordine d’idee che sono abbastanza forte per raggiungere i miei obiettivi.

Cerco di essere disponibile verso gli altri e di dare spazio alla mia creatività!

Posso solo raccomandare vivamente a tutti di studiare l’Enneagramma innanzitutto per capire SE STESSI.

In questo modo la vita scorre più armoniosa sia verso se stessi che nei confronti delle altre persone.

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enneagramma. testimonianza 2

November 1, 2010

Vado con la 2: l’esperienza di Marisa…

“Enneagramma è un cammino che ci indica diverse possibilità, ma spetta a noi discernere quale di queste fa per noi. Il primo passo è avvicinarci a noi stessi conoscere noi stessi. Purtroppo nella nostra società siamo abituati a prendere l’esempio dei mass media: fare ed agire secondo immagini proposte dalla corrente per sentirci realizzati, non conta quello che sentiamo dentro .

Conoscere l’Enneagramma è stato all’inizio molto interessante perché mi proponeva un linguaggio nuovo, stimolante. Poi sono subentrate le difficoltà: mi pareva di rigirare sempre le stesse carte, di essere ferma, di non andare avanti. Non è stato facile riconoscere la mia personalità e questo penso sia dovuto al fatto di non conoscermi abbastanza o forse di non accettare i miei limiti, di volermi sentire sempre a posto.

Poi, poco per volta, ho capito che fa parte dell’uomo essere imperfetto, che è importante accettarsi, che è importante credere in se stessi, pur accettando i propri limiti.

Quindi il primo passo è stato per me  la consapevolezza. La consapevolezza che mi indica i miei limiti ma anche le mie risorse e, soprattutto, raggiungere la fede che è fiducia in Dio e in se stessi. Quando ho dei  progetti a cui tengo molto, ma ho timore, perché la mente pone sempre degli ostacoli, allora la fiducia  mi dice  che comunque quella è la cosa da fare. Il risultato è un’altra cosa, ma fare quello in cui credo mi dà l’opportunità di agire, di mettermi in gioco, e questo agire mi farà comprendere altre cose che altrimenti non avrei mai compreso, mi darà l’opportunità di conoscere una parte di me e degli altri. Con la fiducia supero gli ostacoli e mi avvicino a Dio; e comunque andranno le cose in quell’atto, c’è una realizzazione, una prova che mi aiuterà a vedere le cose con altri occhi , perché è un’opportunità che ho vissuto, e, comprenderemo che nella vita facciamo tante cose per abitudine; per questo spesso scegliamo le cose facili.

Ma è importante capire la differenza tra il fare le cose per sentirci gratificati e fare le cose che ci impegnano e basta.

La prova è tentare di avvicinarmi di più alla mia interiorità, non aver paura dell’interiorità perché è attraverso di lei che mi avvicino a Dio, ed è lei che  mi indica il mio percorso.

A volte può succedere che nei miei progetti proprio  le persone vicine mi siano ostili, ma la mia fiducia deve essere più forte, più convinta perché comunque in quella realizzazione , mi si apriranno altre porte, altre nuove idee che mi faranno vedere le cose con chiarezza.

Questa è la speranza della mia consapevolezza, che è soprattutto un atto di fede, che mi fa sentire figlia di Dio.”

Marisa

enneagramma. testimonianza 1

October 24, 2010

Come anticipato ecco le testimonianze sull’enneagramma del gruppo di Torino.

La prima è di Stefania.

“Da quando mi occupo di enneagramma, ho fatto alcuni progressi sia a livello personale sia nelle relazioni con gli altri. A livello personale ho iniziato a smussare certi spigoli e rigidità, a essere un po’ meno “nero o bianco”, a concedermi qualche piacere e gratificazione in più (che per un 1 ala 2 con forte senso del dovere non è cosa da poco…). Invece nei rapporti con gli altri sono diventata un pochino più tollerante, perchè ho iniziato a capire che certi comportamenti altrui non erano messi in campo per cattiveria o per farmi dispetto, ma perchè per le persone sono meccanismi più forti di loro, che mettono in pratica inconsapevolmente e senza malizia. Insomma, ho iniziato a comprendere “davvero” che siamo tanti e diversi, e che la diversità a volte è una risorsa e ci si può completare a vicenda.

Invece, per quanto riguarda gli aspetti “negativi” dell’enneagramma, ne cito due che in realtà sono mie negatività:

Primo. Se è vero che ho fatto qualche progresso personale (ad es. aumentando la mia capacità di spostarmi verso la freccia 7 del benessere), è anche vero che sulla compulsione principale – la rabbia e la difficoltà di esprimerla adeguatamente – sono ancora al punto di partenza! (il che contribuisce a farmi ancora più arrabbiare…;-) Secondo. Per me l’enneagramma è uno strumento di conoscenza e crescita psicologica, tutta la dimensione spirituale mi è estranea, non riesco nè a comprenderla nè a praticarla. Evidentemente questo è un mio limite, non dell’ennea. Comunque mi pare che anche “limitandolo” a strumento psicologico resti molto utile e valido.

E infatti ho dimenticato la premessa di tutto il discorso: per me l’enneagramma è un sistema validissimo, trovo che spieghi molto bene la personalità umana e le sue evoluzioni/involuzioni, è di immediata applicazione e trova rispondenza nella realtà empirica…”.

Stefania

enneagramma. una mappa per scoprire se stessi (e, a volte, anche gli altri :-))

October 11, 2010

Nel 1997 mi trovavo a Buenos Aires e, mentre andavo in giro, mi sono imbattuto nella vetrina di una libreria dove era esposto un libro che mi ha molto incuriosito. Il titolo? “El Eneagrama – Los nueve rostros del alma” (L’Ennegramma – I nove volti dell’anima) di Richard Rohr e Andreas Ebert. L’ho subito acquistato. Leggendo con interesse, ho scoperto con sorpresa che offriva una serie di interessanti chiavi di lettura dei vari tipi di personalità da un punto di vista psicologico e spirituale. Finita la lettura (e passato l’entusiasmo) me ne sono totalmente dimenticato…

Anni dopo, ho scoperto che a Torino, dove vivo, ci sarebbe stato un corso sull’argomento. Era tenuto da un padre camilliano: Arnaldo Pangrazzi. Decisi di frequentarlo. Da allora ho avuto l’occasione di imparare a conoscere l’enneagramma più da vicino. Stavo acquisendo uno strumento per conoscermi meglio, che, tra l’altro, mi permetteva di relazionarmi rispetto alle persone intorno a me con nuova consapevolezza e serenità.

Ma come nasce l’enneagramma?

La parola enneagramma è di origine greca ed è composta da due parti: ennea che significa nove, e gramma che significa punti. Il termine enneagramma si riferisce al simbolo caratterizzato da una circonferenza con nove punti di riferimento, collegati tra loro in un determinato ordine.

Questo simbolo ha origini antichissime e sembra venisse utilizzato come mezzo per interpretare le leggi dell’universo, comprendere la cosmologia e l’astronomia, la matematica, la filosofia, la chimica, l’arte e la musica. Si ritiene (senza conferme) che l’enneagramma sia stato trasmesso, in circostanze molto controllate, dai maestri Sufi del medioevo. I Sufi erano pii mussulmani che rinunciavano ai beni terreni per approfondire il loro rapporto con Dio attraverso la preghiera e la meditazione.

Il merito di avere recuperato parte della saggezza dell’enneagramma alla conoscenza del mondo occidentale spetta a due persone: George Gurdjieff di origine armena, e Oscar Ichazo, Boliviano, attualmente residente negli Stati Uniti.

La divulgazione, in chiave spirituale e psicologica, dell’enneagramma come teoria della personalità avviene agli inizi degli anni ’70 ad opera dei Gesuiti americani presso la Loyola University di Chicago, che, facendo tesoro di alcune delle sue intuizioni, l’hanno utilizzato nel corso di ritiri spirituali e incontri di formazione come strumento per contribuire all’autoconoscenza, promuovere relazioni interpersonali più aperte e rispettose e favorire il lavoro in gruppo.

E… che cos’è l’enneagramma?

Allo stato attuale (in quanto molte ricerche sono in corso) si può definire uno strumento di conoscenza di sè e di evoluzione spirituale, una mappa che aiuta a scoprire se stessi in modo, a volte, sorprendente: da una parte ci aiuta nel renderci consapevoli della nostra unicità e dall’altra ci stimola per cogliere le similitudini che ci legano alle altre persone. In questa luce, permette di rendersi conto che ognuno di noi ha modelli di comportamento, tendenze selettive o filtri che lo condizionano, e che gran parte delle difficoltà umane sono causate dal fatto che siamo ciechi al modo di vedere degli altri.

La mappa offerta dall’enneagramma, di taglio psicologico, delinea le 9 tipologie di personalità a cui ognuno di noi è riconducibile. Non esiste una tipologia migliore o peggiore, semplicemente sono diverse.

C’è il tipo perfezionista, l’aiutante, il manager, l’artista, l’osservatore, il collaborativo, l’ottimista, il capo e il mediatore.

A cosa serve?

L’enneagramma, come teoria della personalità, prospetta delle categorie generali valide senza sacrificare l’individualità. Ci sono sempre diversi fattori che concorrono a differenziare le persone tra cui il ruolo dei genitori, l’ordine di nascita, l’ambiente sociale e culturale di provenienza, le opportunità formative avute, e così via.

L’enneagramma, se ben compreso e utilizzato, può offrire una mappa coerente, comprensibile e chiara della personalità, che invita ad essere onesti con se stessi, chiamando le immagini idealizzate per nome e mostrando i giochi e le illusioni che possono condizionarci.

Allo stesso tempo, l’enneagramma (sempre come teoria della personalità) non si ferma all’analisi e alla diagnosi, ma può offrire per ogni tipologia itinerari dinamici di crescita per andare oltre la propria compulsione, prospettando percorsi concreti di maturazione personale.

Nei prossimi post pubblicherò alcune testimonianze di persone che hanno approcciato, studiando e sperimentando su di sè la conoscenza della teoria dell’enneagramma.

Se vuoi approfondire in italiano: Associazione Italiana Enneagramma.

Strumenti utili (in inglese e spagnolo) li puoi trovare sul sito di The Enneagram Institute di Don Richard Riso e Russ Hudson.