enneagramma. testimonianza 2


Vado con la 2: l’esperienza di Marisa…

“Enneagramma è un cammino che ci indica diverse possibilità, ma spetta a noi discernere quale di queste fa per noi. Il primo passo è avvicinarci a noi stessi conoscere noi stessi. Purtroppo nella nostra società siamo abituati a prendere l’esempio dei mass media: fare ed agire secondo immagini proposte dalla corrente per sentirci realizzati, non conta quello che sentiamo dentro .

Conoscere l’Enneagramma è stato all’inizio molto interessante perché mi proponeva un linguaggio nuovo, stimolante. Poi sono subentrate le difficoltà: mi pareva di rigirare sempre le stesse carte, di essere ferma, di non andare avanti. Non è stato facile riconoscere la mia personalità e questo penso sia dovuto al fatto di non conoscermi abbastanza o forse di non accettare i miei limiti, di volermi sentire sempre a posto.

Poi, poco per volta, ho capito che fa parte dell’uomo essere imperfetto, che è importante accettarsi, che è importante credere in se stessi, pur accettando i propri limiti.

Quindi il primo passo è stato per me  la consapevolezza. La consapevolezza che mi indica i miei limiti ma anche le mie risorse e, soprattutto, raggiungere la fede che è fiducia in Dio e in se stessi. Quando ho dei  progetti a cui tengo molto, ma ho timore, perché la mente pone sempre degli ostacoli, allora la fiducia  mi dice  che comunque quella è la cosa da fare. Il risultato è un’altra cosa, ma fare quello in cui credo mi dà l’opportunità di agire, di mettermi in gioco, e questo agire mi farà comprendere altre cose che altrimenti non avrei mai compreso, mi darà l’opportunità di conoscere una parte di me e degli altri. Con la fiducia supero gli ostacoli e mi avvicino a Dio; e comunque andranno le cose in quell’atto, c’è una realizzazione, una prova che mi aiuterà a vedere le cose con altri occhi , perché è un’opportunità che ho vissuto, e, comprenderemo che nella vita facciamo tante cose per abitudine; per questo spesso scegliamo le cose facili.

Ma è importante capire la differenza tra il fare le cose per sentirci gratificati e fare le cose che ci impegnano e basta.

La prova è tentare di avvicinarmi di più alla mia interiorità, non aver paura dell’interiorità perché è attraverso di lei che mi avvicino a Dio, ed è lei che  mi indica il mio percorso.

A volte può succedere che nei miei progetti proprio  le persone vicine mi siano ostili, ma la mia fiducia deve essere più forte, più convinta perché comunque in quella realizzazione , mi si apriranno altre porte, altre nuove idee che mi faranno vedere le cose con chiarezza.

Questa è la speranza della mia consapevolezza, che è soprattutto un atto di fede, che mi fa sentire figlia di Dio.”

Marisa

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