la politica non è contenuto, ovvero le suggestioni emotive della politica.


Ieri mi sono visto il dvd di Luttazzi “Satiricon – Politica, sesso, religione e morte“. Molto illuminante. E  divertente.

Grazie al video,  finalmente l’ho capito (!):

“La politica non è contenuto. E’  solo forma, in sostanza.” – si si, lo sapevano anche i bamini… Ma perchè mi sento così soddisfatto?

Perchè, dopo avere guardato Luttazzi, il modello narrativo della politica italiana (e non solo) diventa prevedibile, scontato e persino divertente (se non hai un mutuo, l’affitto e le bollette da pagare… :-).

Mi spiego. Così come bene illustrato nello spettacolo, i nostri “amati” governanti hanno importato dagli USA raffinate tecniche di marketing politico, scoperte dagli strateghi della comunicazione politica neocon, che insegnano che un programma politico vince se lo sai raccontare in modo emotivo, riuscendo a creare delle forti suggestioni nell’ignaro elettore.

L’elettore a questo punto sospende la sua capacità critica e magari finisce per votare  un candidato, anche se a conti fatti non gli converrebbe affatto :-)

E allora, come si deve raccontare la storia in modo efficace?

Attraverso 5 elementi fondamentali da inserire nella sceneggiatura, molto bene utilizzati dal maestro Alfred Hitchcock nel film “La finestra sul cortile“, che riescono a creare emozione e quindi a tenere alto l’interesse del pubblico.

Ecco gli ingredienti di una buona sceneggiatura (politica):

Numero 1. Ostacoli da superare. Il protagonista della storia vuole fortemente qualcosa, ma ci sono degli ostacoli. Riuscirà il nostro eroe a superarli? Più formidabili sono gli ostacoli e più è forte il legame emotivo che si crea con lo spettatore/elettore.

Numero 2. Debolezze. Un protagonista non è amato se non ha debolezze che lo rendono umano e simpatico. Non serve alla trama, ma a creare un collegamento intenso con il pubblico/elettorato.

Numero 3. Il protagonista deve volere qualcosa a tutti i costi. Solo questo genera nello spettatore/elettore passione ed entusiasmo. Nonostante tutto e tutti, va avanti per la sua strada per ottenere quello che vuole, creando anche conflitti e rubando la scena agli altri attori con microstorie e guasconate imprevedibili, di grande impatto mediatico ed emotivo.

Numero 4. Unicità. Come si rende unico un protagonista? Ad esempio raccontando il suo passato. Conoscere la storia del suo passato favolistico e mitologico è un ottima risorsa per raggiungere lo scopo di essere considerati unici.

Numero 5. Protagonista e antagonista devono essere agli antipodi. Se protagonista e antagonista sono simili la storia diventa insipida. E’  fondamentale distinguere i personaggi della storia perchè questo crea emozione nello spettatore/elettore.

A voi le conclusioni di questa storia italiana… d’importazione (?)

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